Del creato incerto: una ballata medievale

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Tanto tempo fa, quando il mondo ancor non conosceva l’arme dell’artifizio d’intelletto con sol due lettere designato, un re sovrano tiranneggiava il creato, chiedendo decime di riposo a più non posso.
Re Colon si chiamava, ma il suo nome in pubblico far non si poteva, ché ognun per pudore assai temea.
Il despota obbligava i suoi vassalli con metodi crudeli, ed essi piegar si doveano alla di lui potestĂ : riposo assoluto e riso in bianco, evviva il re di tutto il creato.

Mago Cervello, chiuso nella sua torre d’osso cranico, talora ben ci provava e lanciava incantesimi sperimentali: “slì slà, codesta panza male mai più farà”, ma si vede che a scuola di magia non era tra i primi della classe, ché sovente Mino Stomachino, povero fornaio del villaggio, d’improvviso si contorcea, mutato per errore in gomito di lana.

Mago Cervello sovente s’assopiva, lasciando a giacer contriti i suoi falli di magia; poi al risveglio, “ohibò miei cari!”, riportava la quiete in panetteria, come nulla fosse stato.
Ma ormai era tardi. Il creato, affamato e stanco, s’era levato in sommossa, e i rivoltosi GiraTesta, SudaForte e OcchiPesti aizzavano la folla.
E questi ultimi, OcchiPesti, eran i più temibili: nati gemelli e capricciosi, abitavano le camere più segrete dello sguardo. Non colpivano sempre, ma quando destavansi oscuravano il mondo a chiazze e bagliori, come se la luce stessa fosse ferita; e lanciavano saette sottili che trapassavano il capo e confondevano le forme. Né spada né ragione valean contro di loro, e persino Mago Cervello si ritraeva nella torre, serrando le imposte e trastullandosi con enigmi di cifra nell’attesa che la furia cessasse.
V’era un modo per placare il tumulto, ma niuno l’avrebbe invocato volentieri: la Tempesta di Mestizia. Fame, fatica sportiva e disciplina straziavano il creato, ma con ciò riportavano ordine in ogni suo angolo. Nemmeno Re Colon potea arginarla, benché molto si adoperasse. E dopo la tempesta, lunga talvolta quanto una generazione, giungevano i tristi mietitori: Sorella Tristezza e Fratello Infortunio, che spezzavano le gambe e versavano amare lacrime.


Il creato, pur dominato dal caos, nondimeno sopravviveva, in attesa di giornate liete. E talora giungevano: il sole risplendeva e ogni cosa parea ritrovare armonia. Ma per ciascun dì di luce, il conto s’avea da pagare: ReneSinistro, esattore fedele di Re Colon, riscuotea decime di riposo, facendovi sopra larga cresta.
E non di rado accadeva che ondate di Siccità, invernali sì come estive, invadessero il creato, e i villaggi più remoti ne soffrissero mestamente. A narrarli tutti si tedierebbe il benigno lettore, che pur s’attende tosto miglior sorte: basti dunque sapere che la Siccità arrecava più danno del sovrano medesimo, ché s’insinuava profonda e strutturale tra le pieghe dell’umore sottratto.
Tra i mali piĂą subdoli, la SiccitĂ !, che non solo ardeva la terra ma prosciugava occhi e bocche, rendendo greve ogni parola e ogni sguardo. RitornoVenoso, Epistassi e Neuropatia ne erano gli araldi: il primo rallentava i fiumi interni, che stagnavano e pesavano; la seconda facea stillar sangue improvviso, come a ricordar la fragilitĂ  dei confini; la terza, silente, portava formicolii e bruciori come messaggi cifrati da terre lontane. E quando il suolo del creato si screpolava come pane azzimo, era segno che la SiccitĂ  aveva messo radici profonde.
Non pochi tra i villani portavano altresì il giogo di Dorsolordo detto anche DorsoProtuso, custode inflessibile delle vertebre, che al primo segno di fatica serrava le sue morse e piegava i corpi, sì che mirar diritto diveniva impresa.
NĂ© mancava Tonsilla Rossa, monaca severa delle gole, che imponeva silenzi e deglutir penoso; e con essa sovente giungeva FebbreAlta, messaggera ardente, che accendeva i corpi come fucine e offuscava i pensieri dei piĂą savi.

Mago Cervello avea gran da fare, se non fosse stato sì incline alla dimenticanza.
Or accadde una volta che il creato tremò davvero: la terra mancava sotto i piedi e ogni cosa pareva scorrere via come acqua sul selciato. I confini vacillavano e il mondo stesso pareva rovesciarsi.
Fu allora che venne interpellato CuoreGrande, antico saggio che si diceva esser stato tra i primi abitatori del creato. Egli parlava a modo suo: talora accelerando il dire, talora rallentandolo oltre misura, con battiti irregolari e soffi lievi come vento tra le canne. Non comandava, ma rispondeva – eco fedele e talvolta smarrito dei tumulti altrui.
Era affaticato, CuoreGrande: batteva ancora, sì, ma con voce incerta. Gli interpreti, confusi, recarono le sue missive a Mago Cervello, che però, come spesso accadeva, si scordò di tradurle.
Oh, meraviglia, o forse colpa grave del narratore – come potĂ© fin qui tacersi colei che piĂą d’ogni altra siede accanto al trono?
Madonna l’Ansia, consorte di Re Colon, fate luogo, se vi aggrada, non badate alla povertà di questo seggio, ché ben so che a ben più alti troni siete avvezza.
Ella è di tal beltà che sempre par del luogo: muta forma senza sforzo, e così ben s’accorda a ogni contesto che niuno, sul principio, s’avvede della sua presenza. Eppure, una volta entrata, ottiene ciò che vuole (o meglio, ciò che par voglia) da villani e da re, senza alzar voce né mostrar arme.
E questo è il suo più strano dominio: ché ella stessa non sa, forse, che cosa desideri, se non l’esserci. Presenza pura, insinuata, costante.
Dicono i piĂą antichi che Mago Cervello, in gioventĂą, ne avesse chiesta la mano; e che molto diverso sarebbe stato il destino del creato, s’ella avesse acconsentito. Ma non acconsentì – o forse sì, a modo suo, chĂ© mai davvero se ne andò.

E così il creato, sospeso tra disordine e resistenza, continuò a vivere, attendendo giorni più miti e magie meglio riuscite.

🤖Spiegone🎓

Le malattie psicosomatiche sono condizioni in cui il corpo traduce in segni concreti ciò che la psiche vive come tensione, allarme o sovraccarico. Non sono finzioni né semplice suggestione: sono il punto in cui emozioni, sistema nervoso, regolazione ormonale e percezione del dolore si intrecciano, e da questo intreccio possono nascere sintomi veri, persistenti e talvolta molto intensi. L’asse gut-brain, o asse intestino-cervello, è la via di comunicazione continua tra viscere e sistema nervoso centrale: quando si altera, possono mutare digestione, sensibilità viscerale, umore e risposta allo stress.
L’autismo è una condizione del neurosviluppo in cui il cervello elabora il mondo con modalità differenti, soprattutto sul piano sensoriale, comunicativo e sociale. Ansia e autismo spesso si accompagnano, anche perché l’ipersensibilità agli stimoli, l’imprevedibilità dell’ambiente e la fatica relazionale possono favorire stati di allerta prolungata.

Quanto alle malattie autoimmuni, alcune osservazioni suggeriscono una loro maggiore presenza in persone autistiche o nelle loro famiglie, ma il legame non è semplice né del tutto chiarito: si ipotizzano fattori immunitari, genetici e ambientali che concorrono in modi ancora non completamente definiti. Le ipotesi includono predisposizione genetica, fattori ambientali, disregolazione immunitaria e interazioni con il microbiota, ma la letteratura non permette di trarre conclusioni semplicistiche o universalmente valide. Per questo è meglio parlare di associazioni e vulnerabilità condivise, non di rapporto causale diretto.

Nel post, alcuni quadri clinici vengono richiamati in forma metaforica ma con un fondo semeiologico riconoscibile: la disregolazione neurovegetativa, l’attivazione del sistema nervoso autonomo, la iperattivazione simpaticotonica con possibile instabilità vasomotoria, l’idea di una depletion energetica intesa come squilibrio sistemico e non come semplice stanchezza, la componente di fatigue cronica, i vissuti di depressione e burnout, la vulnerabilità allo stress, la somatizzazione di stati emotivi protratti e la reciproca amplificazione tra sintomi fisici e carico psichico. In questo senso, il lessico poetico non sostituisce la clinica, ma la traduce in immagini: un corpo che non “inventa” il dolore, bensì lo organizza e lo amplifica dentro una rete complessa di regolazione.

L’asse intestino-cervello, o microbiota-gut-brain axis, è una via di comunicazione bidirezionale tra intestino, sistema nervoso enterico e sistema nervoso centrale. La comunicazione avviene attraverso circuiti neurali, mediatori immunitari, ormonali e metabolici; per questo alterazioni del microbiota, della motilità intestinale o della sensibilità viscerale possono riflettersi sul tono dell’umore, sulla risposta allo stress e sulla percezione corporea. Nell’autismo, questa area è molto studiata perché disturbi gastrointestinali, selettività alimentare e alterazioni della regolazione neurobiologica compaiono con una frequenza significativa in una parte delle persone autistiche, ma non in tutte.

Sul piano clinico, il testo allude a possibili aspetti di disregolazione neurovegetativa, cioè di alterazione del sistema nervoso autonomo, che regola funzioni automatiche come frequenza cardiaca, pressione, digestione, sudorazione e risposta allo stress. In alcuni quadri cronici possono comparire instabilità vasomotoria, palpitazioni, sensazione di svenimento, affaticabilità marcata, scarsa tolleranza allo sforzo e sintomi che ricordano sindromi disautonomiche; questi elementi vanno però interpretati con prudenza e, se clinicamente rilevanti, inquadrati da un punto di vista medico specifico.

Le patologie autoimmuni sistemiche in cui compaiono secchezza oculare e orale, fatigue, dolore, disturbi del sonno, ansia e depressione non danno solo un fastidio locale: hanno effetti importanti sulla qualitĂ  di vita. Inoltre la letteratura mostra che dolore, depressione, ansia, sonnolenza e fatica si influenzano reciprocamente, contribuendo a un carico clinico complesso.

Il testo richiama anche altri sintomi sistemici che possono comparire nelle malattie croniche: cefalea o dolore oculare, dolore muscoloscheletrico, febbre, neuropatie, alterazioni gastrointestinali e stanchezza persistente. Questi non vanno interpretati come invenzioni della mente, ma come espressioni di un organismo che perde parte della propria capacità di regolazione. In questo senso, la narrativa rende bene l’idea che il dolore cronico non sia un sintomo isolato, bensì un fenomeno che si intreccia con stanchezza, sonno, umore, attenzione e capacità di adattamento.

Fonti

Mayer EA, The neurobiology of stress and gastrointestinal disease, https://www.nature.com/articles/s41584-020-00506-w


Carpita B, et al., Autonomic Activity in Individuals with Autism and Anxiety Symptoms: a Systematic Review and Meta-analysis, https://link.springer.com/10.1007/s40489-024-00449-y


Gouran-Azizi MH, et al., Maternal autoimmune diseases and the risk of autism spectrum disorders in offspring: A systematic review and meta-analysis, https://linkinghub.elsevier.com/retrieve/pii/S0166432815301704


Wang L, et al., Questionnaire-based analysis of autism spectrum disorders and gastrointestinal symptoms in children and adolescents: a systematic review and meta-analysis, https://www.frontiersin.org/articles/10.3389/fped.2023.1120728/full


Ding T, et al., Association between increased intestinal permeability and disease: A systematic review, https://linkinghub.elsevier.com/retrieve/pii/S221295881730160X


Pecoraro A, et al., Fibromyalgia: an update on clinical characteristics, aetiopathogenesis and treatment, https://www.nature.com/articles/s41584-020-00506-w