đź”–45 | đź§®
Ritorniamo sul bancario. Ieri mi ha mandato a Ibiza: a intervalli regolari il mio cervello torna sull’argomento – anzi sul frame, proprio come fosse un fotogramma di film – per chiedersi se era un modo di dire (aka mandarmi a cagare, al diavolo, a quel paese, fate voi) oppure un invito letterale. Magari a lui Ibiza piace.

Il mio cervello registra gli eventi con fotogrammi, ogni ricordo è associato ad una immagine. In questo caso, la parete verdina con orologio e legno che stavo fissando incredula mentre lo ascoltavo; talvolta nel ricordo è incluso un suono – parole o frasi specifiche, come se il frame fosse un micro video.
Non ci sono tag temporali, ma posso ricostruire con esattezza il momento dell’evento grazie ad un archivio mnemonico strutturato come un cassetto di diapositive, ogni frame è posizionato prima o dopo un altro e grazie all’analisi dei dettagli nell’immagine ricostruisco la linea del tempo. Per esempio, se tra un anno richiamerò la diapositiva del bancario ricorderò la parete e dunque dove stavo, che, associato a dove stavo nei frames precedenti e successivi, dà un indizio su stagione, mese, città , quindi lavoro quindi anno. Inoltre, la diapositiva sarà archiviata attigua al monitor su cui c’è scritto “due marzo, pubblica” (questo post) e quindi non potrò sbagliarmi più di uno i due giorni.

Talvolta, quando recupero un ricordo, ci sono altri elementi “in sovraimpressione”, sempre suoni o colori od odori, ma possono anche essere elementi legati al presente: il mio è un sistema visuale e sensoriale multilivello, come si vede nei film di fantascienza o spionaggio con gli occhiali speciali. Ad esempio, mentre visualizzo il frame dell’appuntamento bancario di ieri, sento Billie Eilish.

Pensavo che tutte le memorie funzionassero così, con archivi ordinati di immagini, associate a fattori multimediali – talvolta suoni oppure odori. Invece ho scoperto che esistono anche menti narrative, che mettono via i ricordi sotto forma di testo. Chiaramente, dal mio punto di vista, il testo è piĂą soggetto a rischio adulterazione, perchĂ© un testo si cambia come niente, mentre un set multimediale interrelato con altri set deve essere manomesso in piĂą punti per mantenere coerenza, ci vuole il bisturi. Qualche volta mi è accaduto di richiamare una diapositiva con i suoi elementi multimediali e di pensare “ehi, c’è qualcosa che non va, questo non torna”. A quel punto partono le indagini, ma questa è un’altra storia.
Torniamo al bancario. Quando la mia mente va in loop su una scelta binaria con punteggi di probabilitĂ omogenei (letterale 55% idiomatico 45%) a lungo andare mi logoro, il senso del buon senso si sfibra e mi sento matta. Oppure di stare in mezzo ai matti – alla fine è lui che è stato ambiguo.
Ecco il punto: la comunicazione è un flusso biunivoco, come un magnete a due poli, non si può spezzare un polo unico, uno invia e uno riceve, altrimenti si chiama monologo, solipsismo, letteratura o pippa mentale. Quando c’è un fraintendimento, aree di grigio, qualcosa di poco chiaro, che cosa va corretto, il mezzo di emissione o di ricezione? Debuggare un messaggio umano non è semplice, dietro al messaggio in uscita c’è un emissario in carne ed ossa, con i suoi intenti comunicativi, la parte più oscura e fumosa di tutta la faccenda. Che cosa avrà voluto realmente dire?
La teoria della comunicazione suggerisce di badare al contesto. Se senti un fischio e sei in strada probabilmente sarà un vigile urbano e non un capodoglio; diverso se ti trovi in immersione nell’oceano. Ora, io stavo all’appuntamento con il bancario sessista. Come attribuisco punti di probabilità da assegnare ad un significato (letterale) rispetto all’altro (metaforico) solo sulla base di questa informazione di contesto? Mistero.
La mente si surriscalda, a caccia di indizi utili. E quando accade, il corpo duole – oppure si immobilizza. Chi è dei due l’assassino, cioè il dissociato, il matto? Lui che parla di Ibiza in contesto creditizio con una sconosciuta e mediamente distinta signora per interlocutrice oppure io che non capisco se si riferisce all’isola delle discoteche o al velato invito ad andare a cagare perchĂ©, dal suo punto di vista, gli ho fatto perdere tempo?

Analizziamo:
- Ibiza non è un luogo idiomatico, ♟️+1 per la letteralitĂ , tuttavia può darsi che non potesse usare il tal paese o l’inferno – dove piĂą tipicamente si manda la gente indesiderata – per motivi di policy bancaria ♟️+1 per la metafora
- Con la policy bancaria quello ci si grattava la schiena: non rientra nelle policy fare squallide battute (uscite?) sessiste mentre una cliente chiede termini di un accordo creditizio. Quindi non si sarebbe comunque fatto scrupolo a mandarmi al diavolo, per coerenza ♟️+1 per la letteralitĂ
- La coerenza però vale meno della consuetudine sociale, nel sistema neurotipico, quindi battute sessiste ammesse e vaffanculo no. What a freak! ♟️+1 per la metafora
- Contesto: il tipo era seccato. All’inizio della conversazione ho avuto quasi l’impressione che ci provasse, tante le domande personali, oppure che stesse cercando di raccogliere informazioni sul tenore di vita in modo disinvolto/simpatico/brillante – dal suo punto di vista, non certo dal mio che l’ho trovato simpatico come una mosca nel piatto. Poi quando ho aggiunto di mia spontanea volontĂ qualche informazione piĂą “tecnica”, perchĂ© mi interessava arrivare al verdetto valutativo e non prenderci il tè delle cinque, lui ha cambiato registro: seccato appunto, e anche nel merito ha cambiato quotazioni. I miei valori sono crollati per via di quelle informazioni aggiuntive? Gli è scocciato che suggerissi, perchĂ© il primo della classe è solo lui? Misteri. Ho tentato di disambiguare le ipotesi con ChatGPT, facendo domande dirette, ma è rimasta confusa anche lei, suggerendomi di separare il merito creditizio dalla “esperienza di svalutazione identitaria” (cito testualmente). Grazie capitan ovvio! Forse voleva chiudere in fretta e tornando al registro pseudo brillante, quindi con un riferimento al tema da cui siamo partiti, la Spagna e le vacanze. ♟️+0.5 per la letteralitĂ
Ecco come funziona la mia comprensione degli intenti comunicativi e sociali: il botteghino delle scommesse.

Devi effettuare l'accesso per postare un commento.