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Le signorine non frugano nelle borse. A quanto pare c’è un mondo di operazioni e comportamenti che non sta bene praticare in pubblico, specie per le signorine: liste di prescrizioni che, se infrante, determinano l’immediato ingresso nelle liste di proscrizione (delle signorine).

Non parlo di comportamenti off limits come le dita nel naso o rovistarsi tra i denti con le mani in bocca, no. Dico cose più sofisticate, come frugare forsennatamente nella borsetta. Io frugo come un cane che cerca l’osso. Mia sorella addirittura lancia fuori gli oggetti dalla sua borsa, come nei film. L’altra sorella un po’ fruga e un po’ lancia, usa la borsa come un’arma impropria, tipo il martello di Thor. A quanto pare nessuna di queste attitudini è da signorine.

Pare non stia bene scavare nella borsa e mi viene in mente proprio mentre, nell’ufficio dei super pinguini con le Tod’s e il Burberry, io sto scavando il mio osso: un ritrovato meccanico che impedisce alle cuffiette bluetooth di cascare continuamente in luoghi improbabili – tombini, colletti della felpa, la tazza del cesso o sotto un tapis roulant – un cordino di plastica preso a 89 centesimi su Temu.
Quanto orgoglio, vi amo produttori cinesi. Non solo per il prezzo, ma per l’ingegno. E la perseveranza! Costanza caparbia nello sfornare pubblicità martellanti, nel migliorare le traduzioni da un italiano improbabile ad un italiano passabile, nel continuare a riproporre oggetti di scarsissimo design e discreta funzionalità che in Europa ci metteremo decenni ad apprezzare. In quanto tempo abbiamo importato gli ombrelli o gli spaghetti? La cocciutaggine e l’originalità, lo sappiamo, sono robe che conquistano una persona autistica.
Torniamo al punto: frugavo con ambo le mai e vedevo i pinguini in ascensore, impalati fissi in pose da Vogue o Vanity Fair, manco le mani in tasca o le gambe storte. Io invece quasi cadevo dai miei piedi per lo sforzo scavatore, maledicendo il fatto che ho solo due mani e troppe cianfrusaglie da spostare. Ma dico, ma questi non frugano mai? Hanno sempre tutto sotto controllo? Telefono, portafoglio, post it, mollette, penna, burrocacao e altre 500 cose super utili che devono stare a portata di zampa? Osservo meglio: diversi di loro non hanno neanche borse zaini o borselli. Neppure le tasche piene. Sono misteri.
Mia sorella una volta al ristorante aprì la borsa per cercare un fazzoletto e tirò fuori un phon. Con il filo, il diffusore e tutto.
Niente, le signorine non frugano, non fanno stimming con i capelli, sono come le ragazze di Bridgerton e io invece ora cammino con le cuffiette in mano, perché il ritrovato cinese mica l’ho ritrovato, il telefono con l’editor di testo aperto e mi cadrà tutto non appena tento di prendere l’abbonamento dei mezzi.
Mi fermo un secondo, osservo: a pochi metri un grattacielo elegante si staglia geometrico e cristallino. È meraviglioso, ha un ascensore esterno che fila come l’olio, su e giù lungo la fiancata trasparente. Lo fanno vedere, eccome,  la cabina in bella mostra per far notare la perfezione ingegneristica. Lo fotografo perché merita e continuo a camminare. Riguardo la foto dopo qualche metro e noto che ho sbagliato inquadratura, c’è un lampione storto, a ricciolo e che manco funziona in mezzo alla visuale. Quello, davanti alla perfezione architettonica, è una signorina che fruga nella borsetta. 

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